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1月15日

il popolo del blasco siamo solo noi

Il popolo di Vasco arriva al concerto sempre ben equipaggiato: maglietta leggera perché sa che suderà come un malléfico a forza di berciare, accendino carico perché sa che saranno molte le canzoni su cui dovrà accenderlo e bottiglie piene perché sa che con l'arsura in gola si va poco lontano.

Il popolo di Vasco una volta era sudicio, sgarrupato, incivile e abbastanza brutto, ma era ugualmente bello da vedere. Oggi il popolo di Vasco sono anche le famiglie, i giovani coi jeans a vita bassa, gli uomini attempati col giubbotto e le signore serie coi capelli in piega.

Il popolo di Vasco è capace di entrare allo stadio cinque ore prima del concerto e non pensare mai, nemmeno per un attimo, ma chi cazzo me l'ha fatto fare.

Perché il popolo di Vasco, più di tutto, ha a cuore l'attimo in cui Vasco spunterà dalle quinte col giubbotto di pelle rossa addosso e il cappellino in testa e attraverserà il palco dicendo "Oooooh... Eeeeh...". Mai, nemmeno una volta, il popolo di Vasco si è indispettito per il ripetersi, di decennio in decennio, di quella coppia di vocali allungate a cui i critici odiosi si riferiscono sempre quando vogliono bistrattare il rocker di Zocca: esso sa bene che dietro quell'"Ooooh... Eeeeeh..." si nascondono più contenuti che in tutti i testi (cosiddetti) impegnati della canzone italiana. E poi chi se ne frega: il popolo di Vasco va ai concerti per sentirlo cantare e non pontificare.

E infatti il popolo di Vasco resta sempre appagato.

Perché Vasco, ai concerti, canta. Canta, vocia, suda, corre, si gira il cappellino sulla testa, si appoggia sciancato al microfono in quella posa eterna in cui l'hanno immortalato mille volte, sgrana gli occhi, si emoziona, si commuove.

Il popolo di Vasco, quando Vasco dice: "Siete Fantastici!" si scioglie.

E allora si sbuccia le mani per applaudirlo, gli urla dietro mille volte "Olééé olé olé olééé... Vascooo... Vascoooo!" e gli sembra che, in quel momento, per essere felici, non ci sia bisogno d'altro.

Crede che la vita, davvero, sia tutto un equilibrio sopra la follia, crede sul serio che gli spari sopra siano per noi, si convince che solo col rewind si possano gustare a pieno tutte le sensazioni più travolgenti della vita e non si vergogna a simulare con le dita (gesto altrimenti osceno) il simbolo dell'organo genitale femminile. 

Perché il popolo di Vasco contestualizza ciò che Vasco sostiene e crede a ciò che Vasco canta.

E alla fine, soprattutto, il popolo di Vasco si sbatte altamente i coglioni di tutti coloro che vomitano contro il loro prediletto e invece ridono, urlano, cantano e godono insieme a lui, all'unisono, in un unico coro di ottantamila persone, accomunate da una persona sola.

1月9日

e tu ki sà dv 6...

e tu kisà dv 6 anima fragile....DOV'èèèè UUUU DOV'èè DOV'èèè VASCOOOOO cazzo vasco ke fine hai fatto sto in astinenza di tour, di viaggi, di  varcare kilometri e kilometri sl x te di stare cn 80mila xsone ma sentirsi una sola anima di sannare cori x te,di èiangere di gioia x te, di riuscirti a toccare a parlarti una volt x ttt, ormai mi manki solo tu sto in astinenza di emozioni k solo tu puoi darmi vasco ti rivoglio su un palco cn la tua stupenda band vojo sermi cantare insieme  a te e tremare lo stadio cn la tua voce ti vojooo VASCOOOOO TORNAAAA KDV SPACCA TUTTOOO CM HAI SEMPRE FATTO

GRZ DI ESISTEREEE

vasco mi manki dai qualk tua notizia

Ora che sono qui in questo Stupido Hotel

E Tu non sei qui con Me,

Tutto mi sembra Inutile,

Tutto mi sembra Com’è…